IL GOMITO DEL TENNISTA: PREVENZIONE DIAGNOSI E CURA

L’epicondilite è un disturbo diffuso, che non colpisce solo tennisti e sportivi…

E’ sicuramente lo spauracchio di grandi campioni come Rafael Nadal, Roger Federer, Novak Djokovic, stelle del tennis mondiale, ma anche di chi il tennis lo pratica solo a livello amatoriale. Non a caso, infatti, uno dei disturbi più diffusi che colpisce i tennisti, ma anche i motociclisti, i golfisti e in generale chi fa sforzi ripetuti ed eccessivi a carico dei tendini del braccio, è l’epicondilite (precisamente, epicondilite omerale), patologia meglio nota appunto come “gomito del tennista”, dolorosa infiammazione dei tendini (tendinite) che vanno a gravare sul gomito (epicondio laterale).

A dispetto del nome, tuttavia, questo fastidioso disturbo non colpisce solo tennisti o sportivi in generale, ma può interessare anche chi sta molto tempo con gli arti superiori fermi nella stessa posizione per altri motivi (ad esempio, uno scrittore che usa la tastiera per tempi prolungati). Il “gomito del tennista” è un disturbo subdolo, più diffuso di quanto si possa pensare, e che spesso ricompare all’improvviso quando si pensava ormai archiviato il caso… Si tratta infatti di una patologia di carattere invalidante, che, se non viene affrontata con la giusta terapia, può diventare cronica.

Come prevenire dunque l’epicondilite? I medici consigliano di riscaldare sempre le articolazioni prima di dedicarsi al proprio sport preferito o prima di sforzi intensi o di lavori di natura manuale. Ad esempio prendete due palline di gommapiuma della grandezza di una pallina da tennis e stringetela con le mani con tutta la forza che avete per qualche secondo, tenendo le braccia lungo il corpo. Poi rilasciate. Ripetete questo esercizio una ventina di volte almeno. Oppure con due manubri o due barattoli di pomodoro da 1 o 2 chili con le braccia lungo il tronco, le gambe leggermente divaricate e il palmo delle mani rivolto verso il basso, piegate il gomito a 90 gradi, su e giu’ per 10 volte consecutive, poi riposate un minuto e ripartite con altre due serie da 10.

Quanti amanti del giardinaggio si sono trovati all’improvviso col gomito dolente, mentre usavano cesoie e attrezzi da giardino? Il “gomito del tennista” è in agguato anche tra giardini fioriti e prati erbosi…

A livello di sintomatologia, il dolore si localizza dove le fibre si attaccano all’osso sul lato esterno del gomito o lungo i ventri dei muscoli epicondiloidei all’avambraccio. I tendini e i muscoli attaccati agli epicondili aiutano a estendere il polso e le dita. All’inizio, il dolore tipico del “gomito del tennista” coinvolge solo i tendini, specialmente quando si effettuano movimenti di estensione del polso, ma tende poi ad aumentare con le attività che richiedono il coinvolgimento dei muscoli nell'arto interessato.

Se non curata tempestivamente, con un abuso dell’arto infiammato la manifestazione dolorosa può espandersi lungo l'avambraccio e farsi sentire anche a riposo. Il dolore si fa più acuto di sera, dopo un’intensa giornata lavorativa.  In quasi tutti i pazienti affetti da “gomito del tennista” il problema può essere risolto grazie ad una terapia non chirurgica. Per una diagnosi accurata, una radiografia può escludere che i sintomi siano dovuti ad una frattura. Un’ecografia tendinea consente di identificare le aree di degenerazione endotendinea.

A livello di terapia, nelle forme acute di “gomito del tennista” si tenta di eliminare l'infiammazione ed il dolore attraverso la momentanea sospensione dell’attività sportiva/lavorativa e l’utilizzo di una buona crema naturale ad uso topico. Si pratica un’eventuale immobilizzazione del gomito. È possibile trattare il “gomito del tennista”  mediante terapia infiltrativa sotto guida ecografica, utilizzando semplicemente l'acido ialuronico. Esistono bende, tutori e guaine elastiche in grado di diminuire il sovraccarico del tendine e quindi il dolore. In chiusura, un consiglio per i tennisti: controllare che la propria racchetta abbia le caratteristiche adatte (impugnatura, materiali, peso ecc.) e usare sempre polsiere o tutori per prevenire l’insorgere dell’infiammazione.

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