DIABETE: I VANTAGGI DELLO SPORT

L’attività fisica migliora la risposta dell’organismo all’insulina e apporta tanti altri benefici

Recenti studi hanno dimostrato che lo sport ha un’azione molto importante sul diabete. Che l’attività fisica facesse bene in generale, lo si sapeva, ma che avesse azioni benefiche così rilevanti per i malati di diabete, è scoperta più recente.

Prima di entrare nel merito di questi studi, ricordiamo brevemente cos’è quella che viene definita la “malattia del benessere”, perché colpisce soprattutto le popolazioni dei Paesi occidentali, più ricchi e industrializzati. Il diabete è una condizione cronica caratterizzata da un aumento della glicemia, ossia del livello degli zuccheri nel sangue, e da alterazioni del metabolismo. In condizioni normali, la glicemia viene regolata da una serie di sostanze, in particolare dall’insulina, un ormone prodotto dal pancreas che permette allo zucchero di entrare nelle cellule per nutrirle. Nelle persone diabetiche, invece, lo zucchero non riesce a passare nelle cellule e quindi ristagna nel sangue in quantità abnorme.
Esistono due tipi principali di diabete:

- Tipo 1, caratterizzato da un’incapacità del pancreas di produrre insulina. Alla base c’è un anomalo funzionamento del sistema di difesa, che produce anticorpi verso le cellule del pancreas produttrici di insulina. Questa forma è più frequente nelle persone giovani e magre.

- Tipo 2, che consiste nell’incapacità dell’organismo di percepire il segnale dato dall’insulina che oltretutto, dopo la fase iniziale, viene prodotta in quantità ridotte. E’ la forma più diffusa ed è più comune negli obesi. Si associa a scorrette abitudini di vita, come sedentarietà, dieta sregolata e aumento di peso.

Se non trattato bene, il diabete può causare varie complicanze: malattie cardiovascolari, problemi alla retina, intorpidimento e formicolio agli arti, dolori e crampi ai polpacci, diminuita sensibilità e ulcerazioni alle piante dei piedi.

La glicemia elevata logora i vasi sanguigni e può causare un’alterazione anatomica e funzionale delle fibre nervose. Se non è tenuta sotto controllo, ostacola la circolazione, impedendo che sangue e ossigeno arrivino ai tessuti, e altera le trasmissioni nervose del cervello al resto del corpo.

Come può influire positivamente lo sport per combattere questa importante patologia?

Per prima cosa, i muscoli impegnati nell’attività sportiva hanno bisogno di energia per sostenere lo sforzo: per questo aumentano il consumo di glucosio presente nell’organismo. Di conseguenza, la glicemia diminuisce, innalzando anche la sensibilità dei tessuti all’insulina. In particolare nel diabete di Tipo 2, se associata ad una corretta alimentazione, in molti casi l’attività fisica permette all’insulina prodotta dal corpo di ritornare ad essere sufficiente, mentre nel diabete di Tipo 1 aiuta a ridurre i dosaggi dell’insulina farmacologica.

Tra gli sport più indicati, sono ottimi la marcia veloce, la corsa leggera, la bicicletta, il nuoto, il pattinaggio, il tennis, lo sci e il golf. L’importante è allenarsi almeno 30-60 minuti, 3-4 volte alla settimana. L’ideale è iniziare con un riscaldamento di 5-10 minuti, in cui svolgere un lavoro a bassa intensità che prepari al meglio l’apparato respiratorio, cardiovascolare e muscolo-scheletrico. Per questo è perfetta la camminata moderata, qualche esercizio di allungamento muscolare, quindi l’attività fisica e infine 5-10 minuti di defaticamento.

In generale, e per il diabete in particolare, va ricordato che il movimento migliora la circolazione e l’ossigenazione dei tessuti, anche di quelli periferici. Quindi, diminuisce il rischio di malattie cardiovascolari e di problemi agli arti. Inoltre, migliora l’assetto lipidico dell’organismo, riequilibrando i vari tipi di grassi. Ciò comporta un abbassamento ulteriore del rischio cardiovascolare e anche di alterazioni metaboliche, che possono complicare il quadro clinico del diabetico. Non va dimenticato poi che lo sport innalza il consumo di grassi a scopo energetico, favorendo così una riduzione del peso corporeo, spesso eccessivo negli individui con diabete di Tipo 2.

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