CONOSCIAMO MEGLIO L'OSTEOPATIA

CONOSCIAMO MEGLIO L’OSTEOPATIA.
TUTTO IL FASCINO DI UNA MEDICINA ALTERNATIVA CHE METTE AL CENTRO L'UNITÀ DELL'INDIVIDUO 
 
Si sente spesso parlare di osteopatia, ma non molti sanno in concreto in cosa consista questa affascinante disciplina.

Cerchiamo allora di fare una descrizione, sintetica ma esaustiva, di quelli che sono i principi fondamentali dell’osteopatia.

Per prima cosa, diamo la definizione scientifica: l'osteopatia è una medicina alternativa volta al trattamento di disfunzioni fisiologiche attraverso un particolare tipo di manipolazione, detta “manipolazione osteopatica”.

Lo scopo dell'osteopatia è quello di riportare una situazione non fisiologica entro dei limiti di normalità fisiologici.

La manipolazione osteopatica (OMT) è dunque rivolta all'evocazione di migliori condizioni di efficacia del Sistema Nervoso Vegetativo del soggetto.

L’osteopatia, nata nel secolo scorso negli Stati Uniti, è stata fondata e così battezzata dal chirurgo Andrew Taylor Still (1828-1917), che evidenziò le relazioni esistenti tra la salute e l’equilibrio funzionale dell’insieme delle strutture corporee.

Dopo aver studiato medicina con il padre, Still incominciò ad esercitare da solo nel 1854. La morte per meningite spinale di quattro membri della sua famiglia nel 1864, e gli orrori della guerra civile americana, lo indussero ad una profonda riflessione intellettuale e professionale.

Perse in parte la fiducia nella medicina convenzionale, all’epoca spesso inefficace, e iniziò a cercare un modo migliore per esercitare la professione medica.

Cominciò così la scoperta dei principi dell’osteopatia, sulla base dell’esperienza quotidiana di lavoro, ricerca e osservazione, che lo portò a fondare, nel 1892 a Kirksville, nel Missouri, l’American School of Osteopathy.

L’osteopatia divenne ben presto l’espressione di una filosofia che riconosce nell’individuo un’unità funzionale, nella quale non è possibile separare le strutture psichiche, viscerali e somatiche.

Oggi si parla di visione olistica dell’individuo. E’ in questa visione d’insieme che Still e i suoi successori giungono alla conclusione che molte malattie possono essere trattate correggendo, o semplicemente inducendo al cambiamento, posizioni anatomiche sbagliate, che interferiscono con la circolazione sanguigna, l’attività neurologica e neurovegetativa.

Qualunque sia il disturbo presentato, l’osteopatia lavora, servendosi delle proprie mani, sull’integrità della struttura che supporta la funzione compromessa, così come sulle relazioni con le strutture e le funzioni circostanti, attraverso manovre dette “manipolazioni”.

Il concetto di “movimento” è il cardine della filosofia osteopatica e condiziona ogni ragionamento clinico dell’osteopata, che quindi ricerca nel paziente ciò che è bloccato o ipermobile.

Questa alterazione della “libertà di movimento” spesso origina una catena di scompensi (posturali, organici, nervosi…) con relativi tentativi di compensazione (strutturali, viscerali, neuro-emozionali) che l’organismo attua per garantire la funzione di quel distretto.

E’ in questa “visione d’insieme”, unita alla convinzione che il corpo possiede meccanismi di autoregolazione e autoguarigione, che l’osteopatia trova una validità terapeutica importante.

Le manipolazioni osteopatiche si avvalgono di metodiche che vanno dalle più comuni tecniche strutturali, come il thrust (rumore) a tecniche miotensive (muscolari), fasciali, viscerali, neurovegetative, fino alle manovre dette cranio-sacrali, che interagiscono con ritmi corporei che si contraddistinguono fin dallo stato embrionale.

Le indicazioni terapeutiche per rivolgersi ad un osteopata sono le più disparate: disturbi muscolo-scheletrici (lombalgie, cervicalgie, tendiniti, traumatismi distorsivi, edemi, algie degli arti), problematiche viscerali non di spettanza chirurgica (colite, stipsi, disturbi digestivi, mestruali ecc.), disfunzioni neurovegetative e della qualità dello stare con se stessi.

Attualmente l’osteopatia è riconosciuta ufficialmente negli Stati Uniti, in Canada, Australia, Nuova Zelanda, Israele, Gran Bretagna, Belgio, Svizzera e Francia. Tollerata in molti Paesi Europei, è in via di regolamentazione in Italia ed è rappresentata sul territorio nazionale dal Registro degli Osteopati d’Italia (R.O.I.).

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